STOCCOLMA (2 – 6 luglio 2026)
Con Prof. Gian Antonio Golin
Stoccolma è una città d’arte e di musei, immersa in una natura protetta e custode di un patrimonio architettonico e urbanistico di straordinario interesse.
Attraversando nel 1799 la cittadina di Skellefteå, nel nord della Svezia, il viaggiatore inglese Edward Clarke ebbe la sorpresa di scoprirvi una chiesa neoclassica di recente costruzione che non avrebbe sfigurato né a Parigi né a Londra. Clarke definì questo episodio architettonico moderno «un tempio ellenistico alla frontiera della Lapponia», paragonabile, per carattere e stile, allo spirito del re Gustavo III di Scandinavia: alla grandeur e al gusto di un sovrano che non aveva nulla in comune con il Paese nel quale era stato allevato.
L’osservazione di questo raffinato viaggiatore coglie con precisione due elementi essenziali: da un lato il carattere internazionale del neoclassicismo, dall’altro il ruolo cruciale giocato da Gustavo III nello sviluppo estetico e artistico della Svezia del tardo Settecento. Fu grazie ai suoi interessi culturali e alla sua passione per l’architettura che la fine del XVIII secolo divenne per la Svezia una vera età aurea. Grazie al suo impegno personale e alla sua protezione, uno stile neoclassico così ricco poté fiorire in un piccolo paese nordico, lontano da Roma e da Parigi.
Nel 1772, anno della sua incoronazione, Gustavo III compì un vero e proprio colpo di stato: abolì il Consiglio reale e riconquistò il potere che i re di Svezia avevano progressivamente perduto nelle due generazioni precedenti. Era nipote di Federico il Grande di Prussia; sua madre, Lovisa Ulrika, era amica personale di Voltaire, con il quale intrattenne una fitta corrispondenza. Fin dalla prima infanzia il suo tutore era stato il conte Carl Gustaf Tessin, francofilo, figlio e nipote di importanti architetti svedesi, egli stesso diplomatico, cortigiano e raffinato amatore delle arti.
Gustavo III fu un grande viaggiatore, curioso e attento osservatore, oltre che un sovrano di gusto deciso: visitò più volte la Francia e la corte di Versailles e si recò a Roma per nutrire la propria cultura dell’Antico
e del Moderno. Grande patriota, ambizioso, intelligente e colto, cercò di ristabilire la “grandeur” della Svezia attraverso la promozione delle belle arti. La sua passione per la musica, la filosofia e le lettere accompagnò il grande progetto di rinnovamento del Paese.
Durante il nostro viaggio seguiremo le tracce di questo personaggio illustre e visionario, ripercorrendo il filo che nel XVIII secolo trasformò Stoccolma in una capitale raffinata: tra moderni edifici, finissime decorazioni, eleganti arredi e collezioni di sorprendente ricchezza e varietà.
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