Quattro giorni per esplorare Roma attraverso le sue collezioni archeologiche, osservando non solo gli oggetti esposti ma, soprattutto, gli spazi che li accolgono. Il filo conduttore del viaggio è il dialogo tra “contenuto e contenitore”: opere d’arte, reperti e testimonianze materiali inseriti in contesti architettonici che, a loro volta, sono parte integrante della narrazione storica. Dal fascino raffinato della Villa Giulia manierista, custode delle civiltà etrusche e italiche, alle grandi opere di età romana rinvenute nel sottosuolo della città e dei suoi dintorni; dalle prime raccolte antiquarie rinascimentali alle collezioni pubbliche ottocentesche, nate in un clima di riscoperta identitaria. Il viaggio attraversa secoli di storia anche grazie alla varietà degli spazi museali: ambienti nati per l’esposizione e altri adattati nel tempo, in un continuo equilibrio tra conservazione e valorizzazione. Non mancano esempi recentissimi, come l’area sacra di Largo Argentina, finalmente aperta al pubblico, o la teca di Richard Meier per l’Ara Pacis, simbolo di come l’architettura contemporanea, e la digitalizzazione continuamente aggiornata, possa dialogare con la memoria antica. L’attenzione al contesto — storico, architettonico, urbano — diventa così lo strumento principale per rileggere l’archeologia non come disciplina isolata, ma come chiave di lettura della Roma di ieri e di oggi.
SCARICA IL PROGRAMMA DI VIAGGIO
COMPILA IL FORM DI PRENOTAZIONE









